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Musano
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mwfaMusano è una mwfqfrazione del mwfgcomune italiano di mwfwTrevignano, in mwgaProvincia di Treviso.

Contents

Storia
Note

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Storia

Le origini del paese andrebbero ricercate nell'epoca dei mwhaPaleoveneti, quando rappresentava forse un mwhqmwhgpagus (villaggio) ad economia agricolo-pastorale, sviluppatosi grazie alla posizione lungo il percorso che sarebbe diventato la mwhwromana mwiavia Postumia.

In mwigepoca romana la zona fu centuriata e pare che lo stesso toponimo sia un mwiwprediale riferito ad un colono di nome mwjaMusius. Si ritiene che in questo periodo la località mantenesse il suo ruolo di centro agricolo fornito di una mwjqmwjgmansio, ovvero una stazione di sosta.

Nel mwkamedioevo seguì le sorti dei centri vicini come parte del mwkqcomune di mwkgTreviso. Nel mwkwXII secolo compaiono le prime forme di autonomia amministrativa locale (le mwlaregole), ma di Musano non c'è ancora traccia, pur rappresentato già un abitato di discrete dimensioni (era forse una centena dipendente da mwlqIstrana). A partire mwlgTrecento è invece attestata una regola locale dipendente direttamente dalla podesteria di Treviso, così come mwlwSignoressa e diversamente da Trevignano e mwmaFalzè, comprese nel distretto di mwmqMontebelluna.

In questo periodo lo sviluppo del paese fu ostacolato da una forte presenza religiosa (nell'mwmwXI secolo divenne sede di un monastero), che si contrapponeva alle più vivaci signorie feudali presenti, per esempio, a Falzè e a Trivignano. A ciò si aggiungeva la posizione in prossimità della Postumia e della mwnaFeltrina che la esponeva ai saccheggi degli eserciti di passaggio.

Con l'annessione alla mwngRepubblica di Venezia la vecchia organizzazione amministrativa venne grossomodo mantenuta. Musano risultò ancora compresa nel Trevigiano, ora come parte della circoscrizione detta Campagna di Sotto.

Durante la mwoacaduta della Serenissima, Musano fu travagliata dai combattimenti tra le truppe francesi e austriache. Seguì quindi le sorti del mwoqVeneto e, dopo un periodo passato sotto l'mwogArciducato d'Austria, divenne parte del mwownapoleonico mwpaRegno d'Italia. Fu comune autonomo sino al mwpq1810, quando venne dichiarata frazione di Trevignano quale è tuttora. Seguirono il mwpgRegno Lombardo-Veneto e, nel mwpw1866, l'annessione al mwqaRegno d'Italia.

La mwqgprima guerra mondiale segnò particolarmente Musano in quanto, dopo la mwqwRotta di Caporetto, l'intero comune di Trevignano si ritrovò a breve distanza dal mwrafronte del Piave. Durante questo drammatico periodo villa Coletti ospitò il Comando generale dell'esercito che aveva il compito di riorganizzare le truppe e dirigere la controffensiva. Nei dintorni erano frattanto improvvisati degli ospedali da campo e posizionati pezzi di artiglieria nell'evenienza di uno sfondamento nemico. Nel mwrq1918 fu addirittura bombardata la zona attorno alla chiesa: si contarono alcuni morti, tra cui due civili e alcuni militari del vicino campo inglese. In questo periodo il paese era frequentato dall'eroe mwrgFrancesco Baracca che vi passava per comprare il lattecite-ref-2[2]cite-ref-guida-3-0[3].

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa parrocchiale

Già mwugcappella della mwuwpieve di mwvaPostioma, sin dal mwvq1184 il suo beneficio era concesso al mwvgcapitolo dei canonici della mwvwcattedrale di Treviso, ma dal mwwaCinquecento venne trasferito alla famiglia Banfio. Questa situazione fu mantenuta sino al mwwqSettecento, quando fu dichiarata mwwgparrocchia.

L'attuale edificio venne ultimato nel mwxa1770 e dieci anni dopo fu concluso il mwxqcampanile disegnato da mwxgGiovanni Miazzi. La definitiva consacrazione avvenne nel mwxw1779.

All'interno, va citato il mwyqtabernacolo dell'mwygaltare maggiore, attribuito a mwywGiorgio Massaricite-ref-guida-3-1[3]cite-ref-arte-4-0[4].

Chiesa di San Sisto

È un edificio antichissimo che affonda forse le sue radici in epoca paleocristiana. Nel mwbgQuattrocento vi sorgeva attorno un piccolo centro abitato, presto abbandonato a causa delle devastazioni portate da soldataglie di passaggiocite-ref-guida-3-2[3].

Ville venete

• Villa Cadò
• Villa Coletti
• Casa Coletti Previero
• Casa Pizzolato
• Villa Gasparin
• Villa Favaretto, un tempo costituiva un'unica proprietà con la limitrofa villa Coletti.

Realizzata, probabilmente, nel mwfaXVIII secolo, è composta dalla casa domenicale, una mwfqbarchessa e un rustico usato un tempo come mwfgstalla. Gli edifici sono immersi nel vasto parco costituito da una grande varietà di alberi ad alto fusto e delimitato da un muro intonacato concluso da una corona in mwfwlaterizi a vista con sezione semicircolare. Gli accessi sono due: il principale, a sud, è un grande cancello in ferro sostenuto da mwgapilastri circolari raccordati da ali curve al muro; l'altro è un ingresso solo pedonale.

Le costruzioni si dispongono isolate l'una dietro l'altra in direzione sud-nord, con la casa domenicale più prossima alla strada, la barchessa nel mezzo e, infine, il rustico.

La casa domenicale è costituita da un volume a tre piani (l'ultimo è un sottotetto), affiancato da un ampliamento più basso a est. La facciata, tripartita, è molto equilibrata in quanto le aperture si dispongono su tre mwgwassi di simmetria equidistanti. Interessante l'asse mediano, dove si susseguono tre aperture via via sempre più piccole, dal portale d'ingresso alla finestrella del sottotetto, oltre la quale si colloca il mwhafrontoncino curvilineo, ornato al centro da un piccolo foro quadrilobato e ai vertici da tre sfere decorative poste su piedistalli. Al centro del primo piano si trova un pregevole balconcino in ferro ornato da motivi floreali, in realtà poco visibili per il rivestimento di rampicanti che cresce sulla superficie dell'edificio. Si intravede anche un altro motivo decorativo basato sul contrasto tra l'intonaco bianco e le fasce decorative rosate che incorniciano le aperture. Il tutto è concluso da una cornice su cui si imposta la mwhqcopertura a padiglione.

All'interno si può apprezzare il tradizionale impianto tripartito con una sala a occidente, il vano scala a est (cui si aggiunge un'altra sala comunicante con l'ampliamento) e il salone centrale passante. Di quest'ultimo vanno ricordati il pavimento a mwhwterrazzo veneziano e il soffitto ligneo alla mwiasansovinacite-ref-5[5]

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwkwmwlamwlqIl Comune - Ambiente e territorio, su mwlgcomune.trevignano.tv.it. mwlwURL consultato il 7 luglio 2010 mwma(archiviato dall'mwmqurl originale il 9 maggio 2006).
cite-note-22. mwnqInformazioni dal sito del comune di Trevignano.
cite-note-guida-33. mwpqVivi la città - comune di Trevignano, 2003-2004 mwpgArchiviatomwpw il 22 febbraio 2016 in mwqaInternet Archivemwqq..
cite-note-arte-44. mwrgmwrwmwsaIl Comune - Notizie storico-architettoniche, su mwsqcomune.trevignano.tv.it.
cite-note-55. mwtqmwtgmwtwVilla Favaretto, su mwuaagritourdeicavedin.it. mwuqURL consultato l'11 novembre 2021..